TRAMA
La storia di Nadia appare così semplice ma allo stesso tempo molto complessa, senza contare la misteriosa presenza della pietra azzurra che da un tocco di intrigo in più. anche perchè, fino alla fine non si capisce bene quale è lo scopo di essa. (E dov’è il bello sennò?).
Tutto ha inizio nel 1889 a Parigi dove il quattordicenne Jean vuole presentare, insieme allo zio, le sue invenzioni all’Esposizione Universale. (Buona fortuna ragazzo!).
Mentre sta lavorando ad una di queste, il ragazzo nota una deliziosa fanciulla che se ne va beatamente in bicicletta con il suo gattino (Non è un gattino!! E’ King, un cucciolo di leone!!).
Gli eventi precipitano quando improvvisamente un trio di ladri si mette all’inseguimento della ragazza per sottrarle la pietra azzurra che porta al collo. La grande abilità fisica porta il capo dei criminali (Rebecca, un’affascinante donna dalla folta chioma rossa), alla conclusione che quella ragazza fa parte del circo. (Elementare Watson!)
Jean che credeva di non rivedere più la ragazza ha così l’occasione per conoscerla (Fortunello!)e per salvarla dal trio di criminali che nel frattempo cercavano di convincere il padrone del circo che la ragazza era la loro sorellina scomparsa tanti anni prima. (Beh, con tutti gli orfani che ci sono come scusa mi pare credibile.)
Jean scopre così che Nadia è orfana (ma và, ma non mi dire!) e che da quando era molto piccola lavora nel circo che considera la sua famiglia.(E l’hanno appena venduta. Ragazzi, ce ne vuole di coraggio…)
L’unica cosa che la congiunge al suo passato,Nadia è convinta che le sue origini siano africane,sembra la misteriosa pietra azzurra la cui caratteristica è quella di illuminarsi ogni qual volta Nadia si trova in pericolo. (Bello! Una sorta di allarme incorporato! Lo voglio anche io!)
Il terzetto, da ladri di gioielli, si è accorto subito della particolarità della pietra (Mizzica, mica ci voleva un genio!) e vogliono quindi rivenderla. Addentrandoci nella storia scopriamo che i veri malvagi non sono Rebecca ed i suoi uomini, ma qualcuno ancora più potente e meglio organizzato. (Evvai con l’intrigo….)
Infatti il trio fa causa comune con Jean e Nadia a cui si va ad aggiungere la piccola Marie, che alla fine della serie coronerà il suo sogno d’amore con Sansone, uno dei ragazzotti agli ordini di Rebecca. (cioè—lei ha 5 anni e lui almeno 20…Si sta sfiorando la pedofilia…)
A questo punto fa la sua comparsa il Nautilus (un sottomarino avanzatissimo dal punto di vista tecnologico anche per i nostri tempi, figuriamoci per la fine del XIX Secolo!!!), che con il suo misterioso equipaggio, solca le fredde acque dell’Oceano Atlantico.
Il carattere introverso e sospettoso di Nadia la porta a voler fuggire dal sottomarino anche se la pietra non emana il solito segnale di pericolo (“Si sarà rotta!” dice Nadia a Jean, a sostegno della sua tesi. Compliments!).
Arrivati a questo punto la storia va a prendere i suoi lineamenti definitivi; Nadia scoprirà da dove proviene, chi sono i suoi genitori e che, purtroppo deve combattere per salvare ciò che ha di + caro.
Sono oramai passati più di 10 anni dalla 1° messa in onda di “Nadia – Il mistero della pietra azzurra” Era il 1993 ed io avevo 13 anni scarsi e già mi pareva molto ben fatto.
Ora, a distanza di tempo dico che è un capolavoro: un mix di humor, amore, avventura, mistero…un pò di mecha (il mitico Nautilus, ma non solo) che non guastano mai ed ecco a voi il primo grande lavoro del maestro Hideaki Anno.
Già la prima puntata mi aveva incuriosito: Il fatto che Jean provi ad “attraccare” (come si dice dalle mie parti) Nadia sulla Tour Eiffel appena costruita mi pareva quasi da film. Aggiungiamoci poi un terzetto di personaggi stile Yattaman (almeno fino a quel momento) ed il gioco era fatto.
Certo che passare da 2 ragazzini in fuga da un gruppo di buffi delinquenti a Jean che punta una pistola a Nadia a bordo di un’astronave costruita dagli abitanti di Atlantide nell’ultima puntata….Non so se mi spiego!
In mezzo….di tutto e di più: la crescita di Jean e Nadia, il mistero di Atlantide, il Nautilus….
La mano dell’ideatore di Evangelion si vede (e, se ci fate attenzione, troverete in Evangelion un mare di omaggi e citazioni a Nadia), sopratutto nella caratterizzazione dei personaggi la cui psicologia cambia nel corso del 39 puntate della serie.
Almeno qua il nostro amico Anno non si psicanalizza troppo (Evangelion deve ancora arrivare a distruggere le nostre connessioni mentali), però riesce quasi a far fallire la Gainax (gli episodi sull’isola deserta sono di una pochezza tecnica impressionante).
A parte gli scherzi, questo anime soddisfaceva in pieno il mio desiderio di avventura, di azione, di amore (le puntate più belle sono forse quelle della maturazione di Jean e Nadia sia come persone sia nei loro reciproci sentimenti)
Non si può neache dire che ci siano dei personaggi secondari (basti pensare alla storia del capitano Nemo e di Elettra) o punti in cui la trama perde di fascino. Aggiungete una gran colonna sonora e qlc colpo di scena (Marie e Sansone….mah!)
Per finire ecco un piccolo video fatto da me
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