TRAMA
Francia: XVIII° secolo. Il generale Jaryaes, non avendo eredi maschi, decide di allevare la sua ultimogenita come un uomo, e le impone il nome di Oscar Francois (vatti a fidare dei genitori!).
All’età di 14 anni, Oscar diventa capitano della Guardia Reale nonché personale guardia del corpo della futura regina di Francia: Maria Antonietta d’Austria (un compitino facile facile per iniziare)
Al fianco di Oscar, ,come miglior amico e fedele attendente, c’è André Grandier, nipote dell’anziana governante di casa Jarjayes. (lui vorrebbe essere qlc di più, ma lei da quell’orecchio non ci sente)
Gli anni passano e Oscar vive emozionanti vicende e intrighi di corte, tra duelli e pericolosi attentati. Personaggi come la Contessa Du Barry, favorita di Luigi XV, o il Duca d’Orleans, spiccano tra i suoi avversari. (direi che ha delle frequentazioni interessanti)
Per un breve periodo Oscar accoglie in casa sua una fanciulla del popolo, Rosalie, la quale si affeziona a lei profondamente. (e vabbè..diciamo che “le si affeziona”)
Rosalie scoprirà poi di essere la figlia illeggittima della Contessa di Polignac. (una madre così era meglio perderla che trovarla).
Costei è amica della Regina (“amica” mi pare un termine improprio), ma donna ambiziosa e priva di scrupoli, che era anche la stessa persona che aveva provocato la morte della madre adottiva di Rosalie. (In pratica un gran bel pezzo di m….da)
Un altro episodio degno di nota è il caso del misterioso Cavaliere Nero (un Robin Hood transalpino), che coinvolgerà André con un risvolto drammatico: il giovane perde l’uso di un occhio. (Ovviamente per togliere dai guai Oscar la quale OVVIAMENTE continua a non cagarlo neanche di striscio)
L’esistenza di Oscar comunque non è piena solo di momenti di tensione e di combattimenti. Un uomo le fa battere il cuore (Vai Andrè che c’è speranza!): è il Conte di Fersen. (Andrè, torna che è meglio.)
Il nobiluomo svedese è da anni suo buon amico, però è innamorato, corrisposto, della Regina Maria Antonietta (classico esempio di amore impossibile).
In occasione di un ballo in maschera Oscar mostra tutta la propria femminilità ( te la sei tirata fuori dal cappello per quel pesce lesso? Oscar, ma guardati intorno!), ma solo per essere rifiutata da Fersen.
(il fesso non la riconosce e le parla di lei facendo le lodi più sperticate, ma terminando con un tragico: “Ebbene, questa donna è il mio migliore amicO. SEMPLICEMENTE TRAGICO)
La giovane delusa (TE CREDO) abbandona le sue velleità e si concentra solo sulla carriera militare, lasciando la guardia reale e diventando capitano dei soldati della guardia, in cui ritrova Andrè. (il quale si guadagna di diritto un processo di canonizzazione per direttissima)
Si giunge alle soglie della Grande Rivoluzione, nel 1789.
E’ in quel delicato momento della sua vita che André -non riuscendo più a tacere i propri sentimenti- le rivela di amarla, di averla sempre amata! (FINALMENTE!)
Luglio 1789: il popolo a Parigi decide di sollevarsi contro la monarchia.
Ed è nelle ore tumultuose precedenti la Presa della Bastiglia che Oscar confessa ad André di aver infine scoperto di ricambiare sinceramente l’amore che lui prova ancora per lei. (meglio tardi che mai!)
Per loro due, insieme, sono brevi attimi di felicità.(coronati da una tenerissima scena d’amore)
Il giorno dopo, André viene colpito a morte durante uno scontro a fuoco con i soldati del Royale Allemande, un contingente straniero chiamato in Francia dalla Regina Maria Antonietta. (Ma che sfiga)
Dopo aver perduto l’uomo che troppo tardi aveva compreso d’amare, Oscar guida i Soldati della Guardia nell’attacco dei Parigini alla Fortezza della Bastiglia.
E’ il 14 Luglio.
Durante la battaglia, Oscar perde la vita. Non assisterà così alle grandi tragedie che porterà la Rivoluzione, né potrà vivere in quel nuovo mondo che aveva in piccola parte contribuito a far nascere. tragedie che porterà la Rivoluzione, né potrà vivere in quel nuovo mondo che aveva in piccola parte contribuito a far nascere……
Signore e signori, ecco a voi il più bel cartone che sia mai stato realizzato!
Ok, dopo questa mia “misurata” affermazione andiamo con ordine.
Era il lontano 1982 quando in Italia comparve questa serie tratta da “Versailles non Bara” (Le rose di Versailles) dell’ormai mitica Ryoko Ikeda (la quale è una sorta di persona di famiglia per gli appassionati del genere)
Il successo fu simile a quello che ottenne in patria. A parte il merchandising credo sia stato l’unico anime ad essere trasposto in un live action (un film con attori in carne e ossa tanto per intenderci) di produzione occidentale (Già perchè in Giappone fare un live action di un anime di successo è la norma. Vedi sailor Moon) Che poi il suddetto film fosse una ciofeca allucinante è un altro paio di maniche cmq…
Non c’è bisogno di particolari studi per capirne il successo: la trama è intrigante (è il classico esempio di come i cartoni di una volta erano veramente istruttivi. Io a 6 anni sapevo chi era Maria Antonietta), i disegni bellissimi (opera dell’altrettanto mitico Shingo Araki), la colonna sonora stupenda.
Certo, quello che intriga di più è l’ambiguità di Oscar. Ambiguità che però non è mai spinta (e non certo perchè i giapponesi si vergognino, anzi…) In questo senso la censura italiana compie delle autentiche gaffe!
Per esempio: nella versione giapponese (tratta dal manga) Oscar a corte viene sempre chiamata “Capitano” e poi di seguito” Comandante”, in pratica sottolineando che a corte NON SI SA CHE OSCAR E’ UNA DONNA! (almeno per un certo periodo)
In questo modo si ha una spiegazione logica del fatto che abbia sempre 3 o 4 cortigiane che le sbavano dietro. E’ ovvio, credono sia un LUI!
Nella versione italiana è sempre chiamata ”MADAMIGELLA!” (Orribile). Di conseguenza le cortigiane assatanate fanno un’altra impressione (anche se la traduzione italiana cerca inutilmente di edulcorare il testo….Tentativo patetico).
Per dire come da questo punto di vista i giapponesi si fanno molti meno problemi di noi c’è una scena del manga (nell’anime è appena accennato) che vale la pena di raccontare:
I genitori di Oscar, capendo che la situazione politica sta degenerando, tentano di “salvare” la figlia attraverso un matrimonio. In questo modo vorrebbero costringerla a lasciare l’esercito dove, inevitabilmente, rischierebbe la vita.
Chi è il fortunato? Girodel (sì, proprio lui!). Ovviamente Oscar non ne vuole sapere (bellissima la scena in cui il padre le butta addosso un vestito da donna come molto tempo prima aveva fatto con l’uniforme). Ma Oscar non ha più 14 anni e si presenta alla sua “festa di fidanzamento” in divisa. Non solo si mette palesemente a corteggiare ogni dama presente, ma addirittura si avventura in un bacio (e non sulla guancia!). Ecco, questi sono i giapponesi.
Per il resto che dire? Se ne potrebbe parlare per settimane. Ogni aspetto di questo cartone mi piace. Anche le storie parallele (per esempio quella di Rosalie e sua sorella Jeanne) sono fatte a meraviglia.
Nel manga ci sono molti più momenti divertenti che stemperano la tensione. E forse è proprio per questo che sono stati tolti nell’anime.
Il risultato è che le utime 15 puntate sono quasi angoscianti. Si ha quasi l’impressione di “vedere” in diretta la morte di quel mondo dorato che era la monarchia francese (forse in questo senso la morte del primogenito di Maria Antonietta, Josef, è veramente indicativa).
Ed è come se questa morte trascinasse con sè anche chi se ne è voluto allontanare come Oscar (che, ricordiamolo, muore senza più nessun titolo nobiliare e sopratutto cmq condannata dalla tisi che lo stesso Josef le aveva passato).
Mammamia, sto diventando patetica! Una cosa è sicura: questo cartone è talmente bello che mi viene difficile scherzarci su, anche se i motivi per farlo sarebbero tantissimi. Primo fra tutti quel gentiluomo che è Andrè Grandier.
Non solo è un fine psicologo (capisce che il problema è proprio la confusione che Oscar ha in testa), ma cerca di fare di tutto per risolvere la situazione (memorabile la scena in cui le strappa la camicetta con annessa la famosa frase: “Una rosa non potrà mai essere un lillà”)
Aspetta in pratica per tutta la vita e quando, finalmente, Oscar si convince, che succede? Muore! Per altro la sua morte è una delle scene più tristi della storia dei cartoni animati.
Una piccola nota a margine: questo è l’unico anime che jha mantenuto, nelle sue innumerevoli repliche, l’orario di trasmissione originale.
Quindi mi piace pensare che le giovani generazioni, dopo essersi rincretinite a forza di Yu-ghio, Pokemon e quella chiavica di Dragon Ball, possano godersi, dopo il riposino pomeridiano, un autentico pezzo di storia dell’animazione.
C’E’ SPERANZA!
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dragonball è stra bello
nn capisci un cazzo, lady oscar è da froci.