Forza Sugar (ovvero: nel nome del padre)

 

 

TRAMA

 

Il piccolo Sugar è il figlio di un pugile spiantato che gli trasmette la sua grande passione per la boxe.

Il padre cmq se la cava abbastanza bene tanto che gli viene offerto un incontro con il campione del mondo: Kenji Seki.  (forse magari pensava + alla borsa che al risultato…)

 L’incontro è brutale e il padre di Sugar ne esce con un trauma cranico e una corsa all’ospedale! (beh, poteva andarci più piano il signor Seki)

Sembra cmq tutto a posto senonche il papà ha promesso di portare Sugar al luna park… (mai deludere i figli by Dottor Spock)

La cosa gli sarà fatale…(e mai sottovalutare i traumi cranici by me!)

 

Il bambino viene affidato all’affettuosa custodia dei nonni materni, che però gli proibiscono di praticare la boxe.  (MA CHISSA’ PERCHE’!)

 In realtà Sugar non smette mai di allenarsi di nascosto, perfezionando la sua tecnica grazie anche all’aiuto del signor Mishima, un pugile con precedenti penali che è il fidanzato di una sua insegnante delle elementari.

(hai capito la maestrina…)

 Alla fine la passione per lo sport ha il sopravvento e Sugar decide di seguire le orme del padre alla luce del sole, anche al costo di grandi sacrifici, ma sempre con correttezza e un’incredibile bontà d’animo.

(praticamente Candy Candy al maschile)

 Il signor Mishima ha però un grave problema: l’alcolismo. (E te pareva!)

 Questo causerà la sua morte prematura. (la cirrosi epatica è una brutta cosa)

 Sugar è ovviamente sconvolto, ma si riprende grazie al suo sogno: sconfiggere in combattimento chi ha ucciso suo padre….

 

 

 

 

 ….mi direte: E IL FINALE?

 

Ebbene, il finale di Forza Sugar è uno dei misteri d’italia (insieme con Ustica e tante altri allegri fattarielli). Di questo cartone infatti sono stati prodotti 35 episodi, ma in Italia ne sono stati fatti vedere solo 26. Ma sembra che neanche in Giappone ci sia un vero finale.

In pratica alla 35esima puntata si vede che Sugar, dopo la morte di Mishima, lascia la palestra e arriva a Tokio per coronare il suo sogno: diventare un boxeur e battere Seki. Va al palazzetto dello Sport dove (guarda caso) c’è un incontro di Seki, sempre campione del mondo  (dopo 10 anni. ma neanche Tyson!) dove l’avversario viene distrutto.

 L’ultima battuta è: “Seki, sarai il mio rivale!”

 

Questo è tutto. La serie finisce qui.

 Ma francamente vi dirò che il finale non ha importanza in questa storia. In questa storia la cosa principale è la crescita di Sugar e il suo rapporto con la vita e sopratutto con la figura paterna.  Ne avrà 2 e le perderà entrambe per motivi diversi.

 Sia per l’una che per l’altra la boxe sarà la sua ragione di ripresa.

 A parte tutto ricordo molto bene questo cartone.

 Le prime puntate sono un vero spasso (Sugar e il padre sono veramente amici per la pelle), ma dietro c’è il destino in agguato e così diventa veramente commovente il “flusso di coscienza” che il padre ha mentre il figlio dorme, la mattina dell’incontro che gli sarà fatale.

 Anzi bisogna dire che le puntate 4 e 5 sono veramente da antologia. 

Non vi so dire quanti pianti mi sono fatta quando il povero Sugar scopre che il padre è morto (seduto sulla panchina del luna park) e di quante ne avrei volute dare a Seki quando si presenta all’ospedale prendendolo pure in giro.

(per la cronaca il piccolo Sugar, che avrà 7 anni massimo, lo riempie di cazzotti facendogli uscire sangue dal naso….E che forza ha?)

 Altra scena madre è la morte del secondo padre, Mishima, e anche lì pianti a non finire.

 

 

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